Oggi è San Martino. E anche la giornata nazionale delle cure palliative.

Una scelta non casuale: si celebra il gesto semplice con cui 1700 anni fa circa, Martino, giovane soldato romano, incontrando sulla sua strada un mendicante seminudo sfinito dalla stanchezza e dal freddo, decise di tagliare a metà il suo mantello per per permettergli di ripararsi dal freddo (il termine palliativo ha la radice etimologica nel latino pallium – mantello – e il senso di coprire, avvolgere, proteggere).
La tradizione narra che in quel momento il tempo cambiò e il clima si fece incredibilmente mite: da qui l’estate di San Martino.
La giornata è stata istituita per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle cure palliative, ovvero, “l’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura attiva e totale dei pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici”. (Legge n.38/2010)