Nuovo impulso alla rete di iniziative per il benessere dei bambini ricoverati al Sant’Anna

Sottoscritta un’intesa interistituzionale. Il 9 marzo convegno ‘Mi prendo cura di te’

dal Comunicato stampa:

Quello del ricovero in ospedale rappresenta per tutti un momento particolarmente difficile, ma per i bambini e i ragazzi lo è ancor di più. Per questo da oltre vent’anni a Ferrara esiste una molteplicità di iniziative portate avanti da enti pubblici e associazioni di volontariato che collaborano tra loro e con il personale sanitario per aiutare i bambini a conservare la loro infanzia anche in ospedale. Ed è per dare ufficialità e nuovo impulso a questa rete di forze che oggi, 7 marzo 2019, nella residenza municipale di Ferrara è stato sottoscritto da otto soggetti cittadini (Comune, Azienda ospedaliera, Ufficio scolastico territoriale, Istituto comprensivo ‘Alda Costa’, e associazioni di volontariato Circi, Giulia, Ail e Nati Prima) il ‘Protocollo d’intesa per promuovere e sostenere l’accoglienza e la cura di bambini e ragazzi nei reparti dell’arcispedale Sant’Anna di Ferrara’. Intesa di cui si parlerà anche nel corso del convegno dal titolo ‘Mi prendo cura di te’, in programma sabato 9 marzo, dalle 9 alle 13, nell’aula magna del Sant’Anna a Cona (viale Aldo Moro 8, Ferrara). Oltre ai rappresentanti dei soggetti sottoscrittori del Protocollo, l’incontro, aperto liberamente al pubblico, vedrà la partecipazione, come relatori, di medici, psicologi, pedagogisti e altri esperti del settore, che approfondiranno il tema delle difficoltà vissute in ospedale dai piccoli pazienti e degli obiettivi di miglioramento dell’assistenza loro rivolta nei reparti.

Per la firma del Protocollo e l’illustrazione alla stampa degli obiettivi e delle attività ad esso legati sono intervenuti oggi nella sala dell’Arengo in Municipio il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, l’assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Ferrara Cristina Corazzari, il direttore generale dell’arcispedale S. Anna Tiziano Carradori, il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Ferrara Giovanni Desco, la dirigente dell’Istituto comprensivo 2 Stefania Musacci, e i presidenti delle associazioni Circi (Anna Maria Bovinelli), Giulia onlus (Michele Grassi), Ail Ferrara (Gianmarco Duo) e Nati Prima onlus (Marika Massarenti).

“La firma di oggi – ha dichiarato l’assessora Corazzari – giunge a coronamento di un lungo lavoro di raccordo per il quale devo ringraziare tutti i soggetti sottoscrittori. Con questa intesa si formalizza un lavoro di rete che è preesistente e si fissano una serie di obiettivi prioritari mirati nel loro insieme a promuovere il benessere dei bambini e degli adolescenti ricoverati in ospedale, offrendo loro la possibilità di proseguire le attività scolastiche, educative e di gioco”.

Oltre al convegno del 9 marzo una serie di altre iniziative sono state organizzate, in questi giorni, in diverse sedi cittadine, dai sottoscrittori del protocollo in relazione ai temi della sofferenza e del benessere dei bambini, con la partecipazione, tra gli altri, del poeta e scrittore per bambini Bruno Tognolini. (Clicca qui per il convegno e il pieghevole con il programma completo)

 


LA SCHEDA a cura dei promotori del protocollo e delle iniziative ad esso legate

A conclusione di un percorso di incontro e lavoro comune di alcuni mesi  tra amministrazioni pubbliche e realtà associative del territorio ferrarese sabato 9 marzo, a partire dalle 9 nell’Aula Magna dell’ospedale di Cona, è in programma il convegno intitolato “MI PRENDO CURA DI TE” che ha come obiettivo mettere a confronto esperienze di ospedali italiani tra loro diversi ma uniti dall’impegno nel dare attenzioni e accoglienza ai bisogni anche emotivi e relazionali dei bambini malati e alle loro famiglie.

Così sabato mattina accanto a relazioni di medici, personale sanitario,insegnanti e volontari che operano nel Dipartimento pediatrico e di Terapia Intensiva Neonatale dell’Arcispedale S. Anna sono in programma contributi scientifici di psicologi e medici degli ospedali di altre tre città italiane:  Firenze, Bologna e Roma.

Obiettivo dell’iniziativa è scopertamente quello di contribuire a che siano sempre più riconosciuti e considerati  i bisogni emotivi e psicologici dei bambini ospedalizzati, evitare  il più possibile che nel corso del ricovero perdano i loro punti di riferimento rassicuranti e quotidiani e sostenere bambini, ragazzi e genitori  durante l’esperienza dell’ospedalizzazione.

Da oltre vent’anni esistono a Ferrara una pluralità di progetti ed interventi di soggetti diversi, enti pubblici ed associazioni di volontariato , che si adoperano in collaborazione con il personale ospedaliero per minimizzare la sofferenza dei bambini ricoverati, aiutare i loro familiari e far si che anche in ospedale non si interrompano mai del tutto le attività scolastiche, educative e di gioco che fino al ricovero hanno scandito la loro vita quotidiana e il convegno del 9 marzo 2019 e il Protocollo d’intesa che viene sottoscritto da tutti i soggetti coinvolti  vuole contribuire a dare ulteriore impulso e valore a questo impegno condiviso.

Il Protocollo d’intesa ha durata triennale e prevede la creazione di un apposita Commissione tecnico-operativa incaricata di monitorare nel tempo i progressi raggiunti rispetto a 6 importanti obiettivi di miglioramento dell’assistenza dei minori nei reparti pediatrici e non dell’Arcispedale Sant’Anna:
1. Assicurare maggiore continuità tra dentro e fuori la dimensione ospedaliera;
2. Valorizzare il ruolo di genitori e famiglia dei bambini ricoverati;
3. Aiutare i bambini ospedalizzati con la narrazione e l’uso delle storie;
4. Realizzare percorsi personalizzati di accoglienza e cura per ragazzi con handicap;
5. Organizzare forme di accoglienza ospedaliera per gli adolescenti;
6. Elaborare strategie adeguate di gestione delle sconfitte terapeutiche e degli eventi luttuosi, valorizzando la medicina palliativa per l’infanzia.

Tutto questo e altro ancora per fare dell’ospedale non solo un luogo di cura bensì davvero un luogo del “prendersi cura” che consente ai bambini di conservare anche in ospedale la propria infanzia, continuando ad essere bambini.